Guida dettagliata su come funziona questo meccanismo tecnico.
a. La regola aurea: Ricavi vs Costi
Perché un'attività sia considerata non commerciale (e quindi non tassata ai fini IRES), deve essere svolta dietro corrispettivi che non superano i costi effettivi sostenuti.
In termini semplici, l'attività è non commerciale se:
Ricavi dell'attività ≤ Costi effettivi sostenuti
b. La soglia di tolleranza del 6%
Il legislatore ha previsto un margine di flessibilità per evitare che piccoli avanzi di gestione trasformino subito l'ente in una "società commerciale".
Un'attività resta non commerciale anche se i ricavi superano i costi, a patto che:
- Il "surplus" (profitto) non superi il 6% dei costi totali.
- Tale sforamento non avvenga per più di 3 periodi d'imposta consecutivi.
Esempio pratico:
Se un'associazione organizza un corso che costa 10.000€ (affitto locali, docenti, materiali), l'attività resta non commerciale se incassa fino a 10.600€. Se incassa 11.000€ per tre anni di fila, dal quarto anno l'ente verrà considerato commerciale.
c. Quali costi si possono conteggiare?
Per rendere il test più favorevole agli enti, la norma permette di includere non solo i costi diretti (es. lo stipendio del formatore), ma anche una quota di costi indiretti:
- Spese generali e amministrative: Luce, affitto della sede, spese di segreteria, costi del commercialista.
- Costi figurativi: Questa è una grande novità. Si possono conteggiare (entro certi limiti) anche i costi che l'ente "risparmia" grazie ai volontari, calcolati in base ai contratti collettivi nazionali di lavoro. Questo aiuta a tenere i "costi" alti nel bilancio fiscale, facilitando il superamento del test.
d. Conseguenze del test
L'esito del calcolo determina il "vestito" fiscale dell'ente:
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Esito del calcolo
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Qualifica dell'Ente
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Trattamento Fiscale
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Ricavi < Costi (+6%)
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ETS Non Commerciale
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I ricavi dell'attività di interesse generale non concorrono a formare il reddito (niente IRES).
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Ricavi > Costi (+6%)
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ETS Commerciale
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L'ente è tassato come un'impresa su quei proventi (IRES ordinaria o regime forfettario).
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e. Attività Diverse (il limite del 30%)
Oltre alle attività di interesse generale, gli ETS possono svolgere "attività diverse" (es. vendita di gadget, sponsorizzazioni). Queste sono sempre commerciali, ma per non perdere la qualifica di ETS, non devono superare uno di questi due limiti (a scelta dell'ente):
- Il 30% delle entrate complessive dell'ente.
- Il 66% dei costi complessivi sostenuti.
Cosa deve fare l'associazione in pratica?
Ogni anno, l'ente deve redigere un prospetto (che farà fede in caso di controlli dell'Agenzia delle Entrate) in cui confronta i ricavi di ogni attività con i relativi costi diretti e indiretti. Il calcolo richiede una contabilità separata o analitica molto precisa.